Tagged: Università RSS Toggle Comment Threads | Keyboard Shortcuts

  • koalalorenzo 21:42 on 11 December 2011 Permalink | Reply
    Tags: , MIT, StartApp, , Università   

    Web Startup: La ricerca di quello che non c’è! 

    Sono sul treno per Roma, un treno molto importante per il mio futuro visto che dovrò inviare delle domande ad alcune università Statunitensi. Ho letto ieri la notizia della ventitreenne Isabel, che ha toccato l’MIT e Google per poi la sua startup Lemon, dopo aver ricevuto un sostanzioso finanziamento .

    Un mio carissimo amico mi ha fatto osservare una cosa importante: la scelta universitaria è importante per alcuni fattori! Io posso solo dire cosa voglio fare da grande. :-) Sarà il “caso” a decidere veramente per me. Questo amico, infatti sottolineava che se lei non avesse mai scelto l’MIT non avrebbe mai avuto l’opportunità di fondare Lemon. Ammesso che questo sia il desiderio di Isabel, posso dedurre che se non si aiuta il “fato/caso” un desiderio diventa utopia.

    Se viviamo nel deserto e desideriamo un bicchiere d’acqua, è quasi impossibile che compaia dal nulla. Anzi, dovremo spostarci in un centro abitato, o andare alla ricerca di un’oasi per bere. Cosa c’entra tutto questo con le web startup?

    Questa riflessione introduce perfettamente il concetto che voglio spiegare: le Web Startup, ultimamente sembrano troppe e poco “innovative”. Molte persone mi hanno proposto di sviluppare alcune idee e tra le tante frasi usate per descriverle compaiono sempre “non esiste ancora”, oppure “non c’è”.
    (More …)

     
    • UnoDiPassaggio 09:41 on 19 December 2011 Permalink | Reply

      Un paio di cosette…visto che parli di università, hai raggiunto la maggior età o giù di li (non ricordo quanti anni hai esattamente), però a sentirti parlare sembri ancora un bambino così immerso nei sogni e che poco si accorge o comprende la realtà.
      Intanto università come il MIT ed altre “illustri” non sono per tutti! Dura realtà, ma è così, quindi la tua piena “libertà” che fai intravedere è solo per ingenui sognatori. Sempre a tal proposito, si uno può provarci, ma penso che dentro di se sappia se è in grado di affrontare una sfida come il MIT e quindi in base alla risposta che trova dentro di se, dovrebbe giungere alla conclusione se perdere tempo sapendo già che molto probabilmente fallirà, oppure rimanere con i piedi per terra e fare una scelta più intelligente cercando di realizzarsi segundo altre strade magari meno “appariscenti”, ma che possano permetterti davvero di raggiungere i propri obiettivi.
      Il “caso” quindi tra l’altro, lasciamolo ai mistici/creduloni/altro…in quel ragionamento vedo solo una scusante pronta nel caso si fallisca, troppo comodo ;) a meno che non si rientri in una delle figure appena citate e allora ci si può credere davvero (ma prendendosi in giro incosapevolmente).
      Altra considerazione è che tanti laureati italiani che non hanno certamente frequentato il MIT et similia, lavorano o hanno lavorato per grossissime aziende tra cui quelle di cui più o meno tutti conosciamo il nome.

      Veniamo al discorso startup…a parte il fatto che in Italia non mi pare ci sia tanta voglia, entusiasmo di investire in ciò, quindi ne nascono poche o nulla (purtroppo), il discorso tuo dell’Idea, non lo condivido per niente! Se non ho interpretato male, dici che se un qualcosa non c’è sul mercato, allora non ne vale la pena investirci perchè non avrebbe mercato. Scherzi? A meno che non sia un’idea citrulla (forse ti riferivi a questo caso, ma mi pare ovvio che non ne valga la pena), se un qualcosa non c’è sul mercato avrà forte mercato se riesci ad offrirla. Boh, forse ti sei impappinato a riguardo.
      E credo proprio che si debba guardare eccome al mercato e ragionarci sull’idea! Quello che te proponi sull’idea che nasce in quel modo, rientra sempre nell’ingenuo sognatore, classici inutili luoghi comuni che spesso porta a quelle idee citrulle ;) con le dovute eccezioni, ma che sono davvero rare.
      Al contrario guardando al mercato, avendo competenze, ecc si può individuare cosa esso ancora non offre e di cui ci potrebbe essere bisogno (il banco di prova poi sono sempre i consumatori, ma mi pare ovvio che un minimo di rischio c’è sempre, quindi un po’ devi rischiare). Quindi d’accordo sul non forzarsi nel dover avere per forza l’Idea e fondare necessariamente una startup, ma non si deve certo aspettare che arrivi dal cielo!
      Un errore che molti fanno e che dai abbastanza per scontato che sia così (da qui un po’ il tuo ragionamento su come dovrebbe nascere l’idea), è quello di associare una startup al denaro e successo! Con questi presupposti, si che si ha grossissime probabilità di fallire. Io penso che si dovrebbe fondare una startup partendo dal presupposto (ma seriamente, non tanto a parole) di fornire qualcosa di davvero utile o quanto meno quanto più utile possibile alla società, pensare che questo qualcosa possa un minimo migliorarla, dare qualcosa di concretamente utile! Bisogna vederla nell’ottica di apportare un valore aggiunto alla nostra vita quotidiana, poi se vengono anche denaro a palate e successo, tanto meglio, ma non bisogna partire da questi ultimi presupposti; cosa che purtroppo tanti fanno (“devo fondare una startup per arricchirmi, per sfondare, per farmi un nome”).

      La tipa pure senza il MIT, visto il paese, avrebbe fondato ugualmente la sua startup credo. Fosse stato in Italia il MIT e quindi lei, non avrebbe aperto la sua startup con molte probabilità, non attualmente (o meglio, come ormai è da anni ed anni). Le opportunità che un paese può offrirti sono alla base della “genesi”.
      Consiglio spassionato: ambizione si, ma sogna di meno e guarda di più alla realtà. Ti accorgerai tra l’altro che magari per realizzarti, ci sono strade meno altisonanti che ti permettono di farlo, evitando di perdere tempo, energie e fallimenti ;)

  • koalalorenzo 17:30 on 18 July 2011 Permalink | Reply
    Tags: Ambiente, giovani, , , Renzo Bossi, Università   

    Essere giovani in italia 

    Ci sono momenti in cui mi guardo allo specchio e mi rendo conto di quanto tempo ho sprecato in questi miei 18 anni e di quanto tempo avrei potuto sfruttare per altre cose. Da quando ho 10 anni ho sempre sognato di essere utile agli altri: da una parte per poter utilizzare le mie conoscenze, dall’altra per poter essere stimolati a crescere sempre.

    Essere giovani in italia non è semplice. Forse sono io che sbaglio: sono alla continua ricerca di stimoli. Come ho scritto qualche anno fa, i nostri pensieri derivano tutti dall’esperienza e dalle condizioni in cui viviamo. Per questo sono più che convinto che essere giovani in Italia non sia semplice.

    Scappare dall’italia è il primo pensiero che mi è venuto in mente sentendo parlare Renzo Bossi: ancora si discute di “nuova televisione e di vecchia televisione”, paragonando internet ad uno dei tanti media ( con la “i” ). Quanto può essere stimolante un ambiente dove le idee non fermentano? Quindi, essere giovani in italia non è affatto semplice: siamo circondati da un ambiente in cui è difficile maturare e poter essere autonomi. Non siamo stimolati ad essere sprizzanti di energia!

    Per fortuna l’ambiente che mi circonda è sempre più stimolante: non voglio fermarmi a Roma, voglio cercare altre realtà con cui entrare a contatto ed avere nuove idee da sviluppare. Essere giovani in italia non è semplice e per questo ho bisogno, e vorrei, affrontare un percorso di studi stimolante! ( magari all’estero! Non in padania :-P )

    Quando con Roberto Macina, andiamo in moto per Roma, mi piace osservare i dettagli della capitale! Le persone, le case ed i monumenti mi fanno pensare molto: è proprio tra un viaggio in moto e l’altro che ho ideato l’intera struttura di Qurami!

     
    • Anita Cancelliere 06:28 on 19 July 2011 Permalink | Reply

      tu hai veramente 18 anni…?!?! ragazzo mio, dire cose tipo “quanto tempo ho sprecato” alla tua età mi fa quasi sorridere. Ma non mi fa sorridere affatto pensare che un giovane intelligente, pieno di entusiasmo e di talento come te lasci questo paese, la cui unica speranza sei te e quelli come te, ma è altresì vero che uno non può rischiare i propri sogni nella speranza che un numero sufficiente di giovani italiani si sveglino dal torpore. Vabbè, tutto questo per dire semplicemente che che ti auguro di trovare una gratificante dimensione “in fermento” ovunque tu decida di continuare il tuo percorso :)

      • koalalorenzo 09:28 on 19 July 2011 Permalink | Reply

        Grazie cara, 
        Si ho 18 anni e penso che se in Italia non c’è ” il campo dove poter seminare “, allora mi conviene seminare da qualche altra parte! Basti pensare che per Brunetta, l’innovazione significa che Microsoft debba donare computer allo stato.

    • Mirko Bonadei 11:51 on 20 July 2011 Permalink | Reply

      Non è facile  ma direi che tu stai facendo un ottimo percorso. Continua così!

    • larvotto 22:10 on 1 August 2011 Permalink | Reply

      Renzo Bossi tira gli schiaffi.
      La cosa triste è il ritrovarsi a pensare ad un posto dove dover scappare. La dice lunga su che aria tira dalle nostre parti.

      ps
      Molto bella l’idea di Qurami :)

c
compose new post
j
next post/next comment
k
previous post/previous comment
r
reply
e
edit
o
show/hide comments
t
go to top
l
go to login
h
show/hide help
shift + esc
cancel