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  • koalalorenzo 18:31 on 21 February 2012 Permalink | Reply
    Tags: , , Mobile, Social, , Startup, , Volunia, VoluniaFail, ,   

    Cosa penso di Volunia! 

    Visto che già ci sono dei Fanboy che difendono volunia da qualsiasi critica, metto le mani avanti e dico che l’idea è carina ma è stata realizzata, secondo me, nel peggiore dei modi possibili. Questa è una critica che spero venga considerata in modo costruttivo.

    L'home page di volunia

    L'home page di volunia

    Appena tornato a casa, apro l’email per poter provare in anteprima e procedo subito con l’attivazione dell’account. Per fortuna nulla di complesso, poiché avevo già inserito i miei dati. Dopo la mia mini critica precedente volevo solo smentirmi e vedere qualche cosa di nuovo ed interessante! La cosa che mi ha sconvolto più di tutti è questa… (More …)

     
    • Fiorenzo 09:22 on 22 February 2012 Permalink | Reply

      Fondamentalmente, a me fa pensare che Marchiori avesse detto il 06/02/2012 che permetteva l’utilizzo ai power user e nella settimana successiva, avrebbe aperto al pubblico. Se consideriamo che oggi è 22/02 e non è ancora pubblico, secondo me devono aver trovato più di qualche semplice bug nelle segnalazioni dei power user. 

      Comunque, personalmente non credo possa impensierire Google, però voglio dargli tempo, potrebbe diventare interessante, poi magari mi sbaglio, chissà…

      • koalalorenzo 18:14 on 22 February 2012 Permalink | Reply

        Personalmente credo che la “beta” privata di Volunia (che sembra più una super-alpha ) non abbia molto senso: Un motore di ricerca non ha senso ad essere in “beta”… a meno che tu non sappia gestire dinamicamente le capacità dei server e/o non sappia scalare! Mhhh..

  • koalalorenzo 21:42 on 11 December 2011 Permalink | Reply
    Tags: , MIT, StartApp, Startup,   

    Web Startup: La ricerca di quello che non c’è! 

    Sono sul treno per Roma, un treno molto importante per il mio futuro visto che dovrò inviare delle domande ad alcune università Statunitensi. Ho letto ieri la notizia della ventitreenne Isabel, che ha toccato l’MIT e Google per poi la sua startup Lemon, dopo aver ricevuto un sostanzioso finanziamento .

    Un mio carissimo amico mi ha fatto osservare una cosa importante: la scelta universitaria è importante per alcuni fattori! Io posso solo dire cosa voglio fare da grande. :-) Sarà il “caso” a decidere veramente per me. Questo amico, infatti sottolineava che se lei non avesse mai scelto l’MIT non avrebbe mai avuto l’opportunità di fondare Lemon. Ammesso che questo sia il desiderio di Isabel, posso dedurre che se non si aiuta il “fato/caso” un desiderio diventa utopia.

    Se viviamo nel deserto e desideriamo un bicchiere d’acqua, è quasi impossibile che compaia dal nulla. Anzi, dovremo spostarci in un centro abitato, o andare alla ricerca di un’oasi per bere. Cosa c’entra tutto questo con le web startup?

    Questa riflessione introduce perfettamente il concetto che voglio spiegare: le Web Startup, ultimamente sembrano troppe e poco “innovative”. Molte persone mi hanno proposto di sviluppare alcune idee e tra le tante frasi usate per descriverle compaiono sempre “non esiste ancora”, oppure “non c’è”.
    (More …)

     
    • UnoDiPassaggio 09:41 on 19 December 2011 Permalink | Reply

      Un paio di cosette…visto che parli di università, hai raggiunto la maggior età o giù di li (non ricordo quanti anni hai esattamente), però a sentirti parlare sembri ancora un bambino così immerso nei sogni e che poco si accorge o comprende la realtà.
      Intanto università come il MIT ed altre “illustri” non sono per tutti! Dura realtà, ma è così, quindi la tua piena “libertà” che fai intravedere è solo per ingenui sognatori. Sempre a tal proposito, si uno può provarci, ma penso che dentro di se sappia se è in grado di affrontare una sfida come il MIT e quindi in base alla risposta che trova dentro di se, dovrebbe giungere alla conclusione se perdere tempo sapendo già che molto probabilmente fallirà, oppure rimanere con i piedi per terra e fare una scelta più intelligente cercando di realizzarsi segundo altre strade magari meno “appariscenti”, ma che possano permetterti davvero di raggiungere i propri obiettivi.
      Il “caso” quindi tra l’altro, lasciamolo ai mistici/creduloni/altro…in quel ragionamento vedo solo una scusante pronta nel caso si fallisca, troppo comodo ;) a meno che non si rientri in una delle figure appena citate e allora ci si può credere davvero (ma prendendosi in giro incosapevolmente).
      Altra considerazione è che tanti laureati italiani che non hanno certamente frequentato il MIT et similia, lavorano o hanno lavorato per grossissime aziende tra cui quelle di cui più o meno tutti conosciamo il nome.

      Veniamo al discorso startup…a parte il fatto che in Italia non mi pare ci sia tanta voglia, entusiasmo di investire in ciò, quindi ne nascono poche o nulla (purtroppo), il discorso tuo dell’Idea, non lo condivido per niente! Se non ho interpretato male, dici che se un qualcosa non c’è sul mercato, allora non ne vale la pena investirci perchè non avrebbe mercato. Scherzi? A meno che non sia un’idea citrulla (forse ti riferivi a questo caso, ma mi pare ovvio che non ne valga la pena), se un qualcosa non c’è sul mercato avrà forte mercato se riesci ad offrirla. Boh, forse ti sei impappinato a riguardo.
      E credo proprio che si debba guardare eccome al mercato e ragionarci sull’idea! Quello che te proponi sull’idea che nasce in quel modo, rientra sempre nell’ingenuo sognatore, classici inutili luoghi comuni che spesso porta a quelle idee citrulle ;) con le dovute eccezioni, ma che sono davvero rare.
      Al contrario guardando al mercato, avendo competenze, ecc si può individuare cosa esso ancora non offre e di cui ci potrebbe essere bisogno (il banco di prova poi sono sempre i consumatori, ma mi pare ovvio che un minimo di rischio c’è sempre, quindi un po’ devi rischiare). Quindi d’accordo sul non forzarsi nel dover avere per forza l’Idea e fondare necessariamente una startup, ma non si deve certo aspettare che arrivi dal cielo!
      Un errore che molti fanno e che dai abbastanza per scontato che sia così (da qui un po’ il tuo ragionamento su come dovrebbe nascere l’idea), è quello di associare una startup al denaro e successo! Con questi presupposti, si che si ha grossissime probabilità di fallire. Io penso che si dovrebbe fondare una startup partendo dal presupposto (ma seriamente, non tanto a parole) di fornire qualcosa di davvero utile o quanto meno quanto più utile possibile alla società, pensare che questo qualcosa possa un minimo migliorarla, dare qualcosa di concretamente utile! Bisogna vederla nell’ottica di apportare un valore aggiunto alla nostra vita quotidiana, poi se vengono anche denaro a palate e successo, tanto meglio, ma non bisogna partire da questi ultimi presupposti; cosa che purtroppo tanti fanno (“devo fondare una startup per arricchirmi, per sfondare, per farmi un nome”).

      La tipa pure senza il MIT, visto il paese, avrebbe fondato ugualmente la sua startup credo. Fosse stato in Italia il MIT e quindi lei, non avrebbe aperto la sua startup con molte probabilità, non attualmente (o meglio, come ormai è da anni ed anni). Le opportunità che un paese può offrirti sono alla base della “genesi”.
      Consiglio spassionato: ambizione si, ma sogna di meno e guarda di più alla realtà. Ti accorgerai tra l’altro che magari per realizzarti, ci sono strade meno altisonanti che ti permettono di farlo, evitando di perdere tempo, energie e fallimenti ;)

  • koalalorenzo 16:54 on 15 March 2011 Permalink | Reply
    Tags: , Mamme, Momsquare, , Startup, StartupWeekend, Torino   

    Torino Startup Weekend: Momsquare 

    Una professoressa e mamma super impegnata, 60 secondi di tempo, l’idea e uno startupweekend: ecco come è nato Momsquare, un progetto che ha attirato l’attenzione della giuria al punto tale da meritarsi il primo posto! Sono orgoglioso di essere nel team di Momsquare!

    il logo di Momsquare

    11 marzo. Arrivo all’evento, mi registro e mostro il biglietto. Saluto tutti i presenti, mi siedo e ascolto i vari talk. 15 minuti solo per Qurami e poi i pitch degli startupper… e qui viene il bello: mi accorgo che, questa volta, le idee proposte sono poco innovative, mentre quelle poche che in 60 secondi ti hanno acceso il fuoco dentro, si sono rivelate poi deludenti. Tutte tranne due. La prima è un gioco per le coppie innamorate, che si scambiano regalini dolci dolci… peccato che cercavano solo dei tester! La seconda invece brillava subito come idea innovativa perché quando si tratta di risolvere un problema, quando si tratta di venire incontro ad una necessità, invece di crearne una nuova, si parla di pura innovazione(More …)

     
    • Fabio Lalli 16:11 on 15 March 2011 Permalink | Reply

      Complimenti a tutti e 5! :)

    • MarcoCiccolini 23:11 on 15 March 2011 Permalink | Reply

      Ciao Lorenzo, Bellissimo articolo!!!
      PS: ti ho aggiunto nella pagina fb di MomSquare :)

    • Daniele_Veggyver 23:29 on 15 March 2011 Permalink | Reply

      Forte, tengo d’occhio! magari serve anche per i papà!!!

    • Dacadima 23:32 on 15 March 2011 Permalink | Reply

      Forte, tengo d’occhio! magari serve anche per i papà!!!

      • daniele_veggyver 23:41 on 15 March 2011 Permalink | Reply

        scusa ma da dove ha preso il blog l’immagine che mi è apparsa?! non sono loggato da nessuna parte?!
        Cancella pure il doppio post!

  • koalalorenzo 21:48 on 6 March 2011 Permalink | Reply
    Tags: , , , , Startup   

    Hai presente Codemotion? La realtà italiana 

    Ieri sono stato al Codemotion, un evento molto importante nel mondo degli sviluppatori e degli appassionati: Più di 2000 developer si sono riuniti presso l’università Roma3 per seguire talk, approfondire argomenti, conoscere persone e distribuire i propri curriculum alle società ed aziende! Tra la folla, non solo una marea di nerd patentati, ricurvi ed incurvati, ma anche stratupper e professionisti.

    Logo Codemotion

    Logo Codemotion

    Non a caso ho deciso di guardarmi intorno e studiarmi la situazione: a che punto dello sviluppo tecnologico è l’italia? Ci sono opportunità in grandi aziende oppure conviene puntare a quelle piccole? le società sono pronte per un decollo oppure non c’è ancora stabilità? Cosa devo decidere per il mio futuro? L’italia è pronta al cambiamento?  L’italia dei grandi non è pronta. Ancora.

    (More …)

     
    • Diego Russo 10:45 on 8 March 2011 Permalink | Reply

      Al Codemotion ho parlato sia con Adobe, IBM, Oracle, Samsung e SonyEriccson e tutti quanti mi hanno dato una risposta comune: in Italia non investono nello sviluppo. Sono presenti sul territorio solo a livello commerciale e niente più. IBM mi ha consigliato di andare in Francia, dove c’è un grande centro di ricerca. Adobe una cosa simile, ma non mi ricordo in quale stato.
      Questa è la situazione.

    • Rocco Freddi 12:23 on 8 March 2011 Permalink | Reply

      Mah… sono d’accordo a metà.
      Società che vogliono sviluppare qualche cosa di realmente innovativo in Italia ci sono. Ed a volte riescono anche a fare strada.
      Solo che non si sa perchè non godono di quella visibilità che hanno carrozzoni che di innovativo hanno solo i nomi dei prodotti e che poi, guarda caso, si rivolgono sempre al settore pubblico ( mai nessuno in Italia che si metta a sviluppare qualcosa destinato al mercato consumer ).
      Voui un esempio relativo proprio al codemotion? Guarda quei ragazzi che facevano girare il loro gioco su maxischermo, era un prodotto, sia pure non ancora finito, dalla qualità paragonabile a quelli venduti nei negozi ( anzi credo fosse uno dei pochi prodotti “seri” realmente presenti ) , frutto del lavoro di una piccola società innovativa. E la gente che lo provava era piacevolmente sorpresa. Eppure non una riga sui canali di informazione ufficiali….

      • koalalorenzo 12:45 on 8 March 2011 Permalink | Reply

        Se per innovativo tu intendi spalancare la bocca e dire WoW, allora la pensiamo in modo diverso!

        Per me innovativo è qualche cosa che realmente sia utile! Ad esempio un nuovo metodo per interfacciarsi ed interagire con i macchinari di ogni giorno, oppure un nuovo canale di trasmissioni dati… e non un maxi schermo o un videogioco, ma qualche cosa che faccia dire “Mi ha migliorato la vita”. Se prendi come esempio la teoria di Linus Torvalds prima viene la sopravvivenza, poi l’ordine sociale e solo in fine il divertimento!

        Credo che sia più innovativa una idea che migliori la sopravvivenza che una che migliori il divertimento!

        • Rocco Freddi 13:49 on 8 March 2011 Permalink | Reply

          Il Divertimento, inteso nel suo livello piu’ alto come soddisfazione dell’intelletto, ossia l’arte il cinema, la fotografia, i videogiochi la letteratura ecc… sono la MASSIMA espressione del pensiero umano.
          Ed è la molla per tutte le spinte propulsive del progresso.
          C’è piu’ tecnologia in un videogame che in qualunque altro software del pianeta.
          C’è piu’ tecnologia in un’auto di formula uno ( categoria concepita per il divertimento di milioni di spettatori ) che in qualsiasi altra vettura.
          C’è piu’ innovazione in un portali come Youtube e facebook ( concepiti , ancora una volta, per soddisfare un bisogno di DIVERTIMENTO ) che in qualsiasi altro portale del pianeta.

          Ti invito a riflettere ( magari senza paraocchi, cosa triste alla tua età ).

    • Daniel Pyrathon 15:15 on 10 March 2011 Permalink | Reply

      Complimenti per l’articlo!! Bello e pungente come piace a me! Ci vediamo a Roma Lorè!

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