L’istruzione che ti rende cretino: Internet? No
L’altro giorno parlavo con i miei compagni di classe. Partendo da una semplice lamentela di una compagna ( Clarissa ) siamo arrivati a discutere dei motivi per cui siamo a scuola… questo mi ha messo in moto il cervello per l’ennesima volta. Ma oggi ho voglia di trascrivere quel che penso dell’istruzione e dei modi per apprendere la cultura: la scuola ed internet.
Clarissa stava giocando a pallavolo. Non che fosse una campionessa mondiale, però si è permessa di giudicare un’altra ragazza, Flavia, che commetteva ripetutamente errori. La squadra stava perdendo e Clarissa, alterata, inizia con la solita polemica giornaliera: questa volta spinta contro la povera Flavia che provava semplicemente a giocare.
Uffaaa che palle! Una palla la sai prendè!?!
Ma io dico no, perché venite a giocare? Se non sì capace a muoverte rimani in panchina e non giocà! Se sì imbranata ed incapace non ce venì! E non venire neanche a scuola! Ma sta gente dove vive? Non puo rimanere alla casa invece di andà a scuola?
In altre parole la solita lamentela. Così intervengo io e , provando con qualche escamotage, arriviamo a parlare urlare dei motivi per cui andiamo a scuola… e qui viene la fiamma che mi ha acceso: ‘io vado a scuola per imparare. Se mi dici questo, Lorenzo, cosa ci vai a fa a scuola?’. Si esatto, andiamo a scuola per imparare. Vai a scuola per imparare quelle regole basi come 2+2, o che Squola non vuole la Q ma una C.
Errato! A scuola veniamo per diventare persone, veniamo per maturare, viviamo a scuola per crescere, convivere ed acculturarci.
L’istruzione, quella delle scuole, dovrebbe farci entrare nel mondo del lavoro, nel meccanismo complesso della società, dove ogni ingranaggio non deve andare fuori e deve essere sempre essere ben oleato unto… e la scuola ci prepara a questo. Non lo dico io, lo dicono molte persone colte, che sono diverse, che si sono distinte per opere letterarie, artistiche o filosofiche. La scuola difficilmente le citerà.
Io cerco di andare oltre, non solo comprendendo che 2+2 fa 4, ma arrivando ad una conclusione che quella somma può dare talvolta 4, talvolta 5, talvolta 3. Purtroppo so benissimo che quando finirò il liceo, quando finirò l’università, avrò in mano solamente dei pezzi di carta privi di valore. Questo perché non vi è scritto se io sono andato oltre al 2+2! C’è scritto un numero. Un semplice banale attestato che mi pone sullo stesso livello degli altri: carta straccia da inserire nel curriculum.
Da quello che han detto i miei compagni, posso dire che loro vanno a scuola. Non amo dirlo, ma io vengo a scuola: I miei genitori, entrambi laureati, mi han fatto capire che devo essere cosciente di quello che sto imparando, di quello che mi serve e del perché mi serve. Sono consapevole che l’istruzione vuole solo abituarci ed allenare la mente, inculcandoci idee e concetti. Ciò non è sbagliato, l’istruzione ci vuole, ma bisognerebbe essere consapevoli di quello che si studia e del motivo per cui lo si apprende. Se non si comprende bene il meccanismo, secondo me si diventa cretini: uguali ingranaggi della stessa macchina. Magari uno dei migliori della classe, uno dei peggiori: ma la maggior parte, uguali.
Forse proprio per questo il governo ha deciso di eliminare tutti gli indirizzi sperimentali, gran parte degli istituti tecnici e gran parte delle possibilità di seguire le nostre passioni. Così facendo, non solo hanno tagliato posti di lavoro e finanziamenti, non solo han privilegiato le scuole private specializzate, ma hanno tagliato la possibilità di seguire le nostre passioni, la possibilità di essere diversi e coltivare le nostre abilità.
Anche se non si finisce mai di imparare, la scuola è sempre una forma per rendere cretini. Io vengo a scuola, ma vengo anche ad internet, per svariati motivi. Tra tutti perché è una fonte di cultura diversa, vastissima ed oggettiva. Wikipedia? Non solo! Anche i blog possono insegnarci! Un blog di cucina, un blog di informatica o una semplice pagina di diario. Qui, su internet, posso leggere notizie che sui giornali non leggerò mai, posso ampliare argomenti che mi interessano e rielaborarli senza dover limitarmi ad un 2+2.
Nel mio caso amo studiare ed approfondire argomenti come: programmazione, religione, attualità, psicologia o filosofia. Arrivando a formulare miei pensieri e mie opinioni, come questa. A scuola non mi è permesso! Non sia mai andare contro le sacre scritture! (cit.) Questo perché la nostra società ha bisogno di un ingranaggio non di un intero motore con idee diverse!
Facciamo finta che ognuno di noi può essere un ingranaggio o un motore. Se sono un motore ho delle idee, se sono un ingranaggio mi muovo secondo le idee dei motori. In italia la scuola è un ingranaggio. Invece Internet è un complesso sistema di infiniti motori ed ingranaggi. È un luogo dove possiamo ampliare le nostre conoscenze e rielaborarle.
Riflettendo, internet non rende cretini. La scuola può rendere cretini. Se poi i cretini vanno su internet, allora il discorso è molto diverso…
In ogni caso, già so che le realtà culturali di questo paese sono limitate, Nella mia classe sono l’unico ad avere entrambi i genitori laureati e che lavorano nel settore che piace a loro. Odio dirlo, ma credo che i miei compagni saranno, la maggior parte, degli ingranaggi. Non lo dico con superbia ma con tristezza, perché non ho mai nessuno con cui poter condividere le mie idee ed ascoltare qualche cosa di diverso da: «come è andato il milan?» o «hai studiato latino? uff, io no!».
