Anche se molti non concorderanno con ciò che sto per dire, l’uomo è un aminale Sociale, e per questo ha bisogno dell’informatica e delle nuove tecnologie.
Io credo che la vita, intesa come insieme di reazioni a stimoli, sia basata sulle relazioni e sulle connessioni che avvengono tra gli esseri. Ad esempio si è studiato che le stesse piante comunicano, scambiandosi messaggi chimici, ma anche mediante i colori: le foglie che cadono o le spine appuntite, sono messaggi abbastanza chiari!
Scendendo ancora nel particolare, ed azzardando un pochino, un essere pluricellulare è una società di cellule: queste ultime si sono aggregate per aumentare le possibilità di sopravvivenza, “socializzando” fra di loro. Non a caso esistono degli stimoli e dei messaggi che queste si trasmettono: il fattore crescita è uno dei tanti messaggi che permette alla cellula di moltiplicarsi o meno! Per questo motivo credo che, non solo l’uomo, ma tutto il mondo che ci circonda, sia un mondo sociale. Un mondo fatto da una quantità innumerevoli di connessioni. La nostra astronave blu è sociale.
Come in passato la posta, adesso Internet è un nuovo modo per socializzare: Il web 2.0 è formato prevalentemente da connessioni tra utenti. Si sviluppano relazioni più o meno complesse, che molte volte uniscono persone anche agli antipodi del pianeta! E dato che Socializzare è tanto naturale quanto spontaneo, perché non farlo sfruttando anche le nuove tecnologie?
Proprio in questo momento sto guardando un telegiornale in cui la rete è stata definita “posto insicuro”.
Questa è una concezione legata sia al vecchio Web 1.0 sia al pensiero chiuso di alcune persone. Non voglio puntare il dito contro tutte quelle persone che non sono in grado di scrivere un SMS. Non voglio neanche parlare male delle persone di una certa età, che hanno delle difficoltà con l’utilizzo delle tecnologie e dell’informatica. Voglio parlare di tutte quelle persone che hanno associato il mondo di Internet ad un mondo fasullo ed Irreale, legato alla illegalità ed alla pornografia. Ci sono persone che credono che sia differente stringere relazioni mediante la rete. Queste persone, molte volte, fanno ancora la distinzione tra mondo reale e mondo virtuale. Molte volte si pensa che tutto ciò che accade in internet sia fine a se stesso. Non è sempre così.
Uno dei primi servizi-pionieri del web 2.0 è stato eBay: milioni di persone si sono messe in contatto per scambiarsi, vendersi e comperare materiale di ogni genere. Un esempio di socializzazione lampante: le persone mediante internet possono stringere relazioni commerciali, accorciando le distanze ed abbattendo gran parte dei costi. Un altro esempio può essere la messaggistica istantanea, il Voip e, solo da poco, il web su piattaforme mobili: Internet non è fasullo.
Con la nascita dei Social Network è stato più facile mettere in contatto le persone. Di certo i primi esseri pluricellulari non utilizzavano Skype o non avevano un NexusOne, ma di sicuro socializzavano mediante reazioni chimiche. Perché non fare lo stesso con internet e le nuove tecnologie?





Il concetto di base è condivisibile ma c'è un punto sul quale non mi trovi d'accordo.
“[...]la rete è stata definita 'posto insicuro'.
Questa è una concezione legata sia al vecchio Web 1.0 sia al pensiero chiuso di alcune persone”
Tralasciando quanto detto dai telegiornalisti (che ormai sembra facciano le loro ricerche su nonciclopedia tali sono le bestialità che raccontano) non possiamo negare che esista una sostanziale differenza fra il rapporto sociale stabilito in rete e quello stabilito di persona. Nel primo caso, infatti, l'identità dei due (o più) individui che “socializzano” non può essere verificata in alcun modo. Per quanto ciò sia vero, entro certi limiti, anche per il secondo tipo di rapporto sociale non dobbiamo dimenticare, tuttavia, che internet tende a privare gli utenti di molti dei loro sensi.
Non è possibile, infatti, vedere, toccare, annusare la persona con la quale si sta parlando o, quantomeno, non è possibile farlo essendo sicuri che le immagini e le sensazioni ricevute siano effettivamente afferenti all'essere umano con il quale si sta conversando.
Purtroppo (o per fortuna?) gli strumenti tecnologici che permetterebbero di identificare con sicurezza i propri inter(net)locutori al momento non sono abbastanza diffusi.
Qualcuno, effettivamente, potrebbe obiettare che anche l'individuo giornalmente incontrato alla fermata dell'autobus non è facilmente identificabile eppure, in quel caso, abbiamo comunque qualche informazioni rilevante riguardo la sua identità: il suo aspetto fisico, il suo modo di muoversi e di parlare, il suo accento.
Con questo non voglio assolutamente affermare che quella a mezzo internet sia una socializzazione di seconda categoria: io per primo sono fidanzato da anni con una persona conosciuta giocando online eppure sono convinto che, fin tanto che non esisteranno maggiori garanzie, sia necessario porre una maggiore attenzione a quel che si condivide sul “web 2.0″ piuttosto che durante la quotidiana (e ben lontana dal 2.0) esperienza di vita.
Il concetto di base è condivisibile ma c'è un punto sul quale non mi trovi d'accordo.
“[...]la rete è stata definita 'posto insicuro'.
Questa è una concezione legata sia al vecchio Web 1.0 sia al pensiero chiuso di alcune persone”
Tralasciando quanto detto dai telegiornalisti (che ormai sembra facciano le loro ricerche su nonciclopedia tali sono le bestialità che raccontano) non possiamo negare che esista una sostanziale differenza fra il rapporto sociale stabilito in rete e quello stabilito di persona. Nel primo caso, infatti, l'identità dei due (o più) individui che “socializzano” non può essere verificata in alcun modo. Per quanto ciò sia vero, entro certi limiti, anche per il secondo tipo di rapporto sociale non dobbiamo dimenticare, tuttavia, che internet tende a privare gli utenti di molti dei loro sensi.
Non è possibile, infatti, vedere, toccare, annusare la persona con la quale si sta parlando o, quantomeno, non è possibile farlo essendo sicuri che le immagini e le sensazioni ricevute siano effettivamente afferenti all'essere umano con il quale si sta conversando.
Purtroppo (o per fortuna?) gli strumenti tecnologici che permetterebbero di identificare con sicurezza i propri inter(net)locutori al momento non sono abbastanza diffusi.
Qualcuno, effettivamente, potrebbe obiettare che anche l'individuo giornalmente incontrato alla fermata dell'autobus non è facilmente identificabile eppure, in quel caso, abbiamo comunque qualche informazioni rilevante riguardo la sua identità: il suo aspetto fisico, il suo modo di muoversi e di parlare, il suo accento.
Con questo non voglio assolutamente affermare che quella a mezzo internet sia una socializzazione di seconda categoria: io per primo sono fidanzato da anni con una persona conosciuta giocando online eppure sono convinto che, fin tanto che non esisteranno maggiori garanzie, sia necessario porre una maggiore attenzione a quel che si condivide sul “web 2.0″ piuttosto che durante la quotidiana (e ben lontana dal 2.0) esperienza di vita.
Fiducia. il concetto che lega la vita reale con la vita virtuale è proprio la fiducia! Così come ti devi fidare della persona alla fermata del bus, così ti devi fidare delle relazioni mediante internet. Quando parlo di relazioni non intendo “love, love and love”, ma voglio intendere: parlare, vedere, ascoltare, scambiare, vendere, comperare, odiare, divertire o qualsiasi altra cosa possa avvenire tra due esseri umani!
Così come ti sei fidato della tua ragazza, così ti devi fidare della persona che trovi per strada. E come tutti sanno, se si commette un reato su internet, sei rintracciabile tanto quanto è possibile vedere il tuo viso alla fermata del bus! ( parlo di cose serie, non di banali cracker! ). Anche grazie alle tecnologie che sono sempre più diffuse e che avvantaggiano la socializzazione mediante la rete, credo che sia solo un pregiudizio il non fidarsi della socializzazione in rete!
– msg. originale –
Oggetto: [ikoala] Re: La terra è 2.0: internet è reale!
Da: “Disqus” <>
Data: 27/01/2010 01:39
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Fiducia. il concetto che lega la vita reale con la vita virtuale è proprio la fiducia! Così come ti devi fidare della persona alla fermata del bus, così ti devi fidare delle relazioni mediante internet. Quando parlo di relazioni non intendo “love, love and love”, ma voglio intendere: parlare, vedere, ascoltare, scambiare, vendere, comperare, odiare, divertire o qualsiasi altra cosa possa avvenire tra due esseri umani!
Così come ti sei fidato della tua ragazza, così ti devi fidare della persona che trovi per strada. E come tutti sanno, se si commette un reato su internet, sei rintracciabile tanto quanto è possibile vedere il tuo viso alla fermata del bus! ( parlo di cose serie, non di banali cracker! ). Anche grazie alle tecnologie che sono sempre più diffuse e che avvantaggiano la socializzazione mediante la rete, credo che sia solo un pregiudizio il non fidarsi della socializzazione in rete!
– msg. originale –
Oggetto: [ikoala] Re: La terra è 2.0: internet è reale!
Da: “Disqus” <>
Data: 27/01/2010 01:39
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In realtà il mio era un discorso più elementare e ancora lontano dal ben più “evoluto” concetto di fiducia.
Quello che voglio dire è semplicemente che il web sociale, ora come ora, dà accesso ad un numero ridotto di elementi di garanzia. Poi, e credo che questo sia ovvio, la concessione o meno della propria fiducia resta all'interno di una sfera del tutto soggettiva e non generalizzabile.
Esempio sottile ma, a mio parere, particolarmente efficace è proprio il meccanismo su cui si basa il elebre ebay: tutti compriamo e vendiamo su ebay con tranquillità perchè sappiamo che c'è una società (ebay appunto) che si fa garante della correttezza della transazione e che, in casi ben definiti, provvede a rimborsare completamente la parte lesa. Allo stesso modo nessuno, ormai, si fida più di quei venditori che, a prescindere dalle imposizioni di ebay, richiedono pagamenti con metodi insicuri (leggasi: ricarica postepay).
La fiducia che tutti siamo pronti a concedere all'atto della vendita o dell'acquisto, deriva, quindi, da una garanzia concessa a priori. Ciò non esclude, tuttavia, che, prima ancora di fidarci dell'individuo con cui si sta portando avanti la transazione, si debba riporre fiducia nella stessa ebay inc.
In realtà il mio era un discorso più elementare e ancora lontano dal ben più “evoluto” concetto di fiducia.
Quello che voglio dire è semplicemente che il web sociale, ora come ora, dà accesso ad un numero ridotto di elementi di garanzia. Poi, e credo che questo sia ovvio, la concessione o meno della propria fiducia resta all'interno di una sfera del tutto soggettiva e non generalizzabile.
Esempio sottile ma, a mio parere, particolarmente efficace è proprio il meccanismo su cui si basa il elebre ebay: tutti compriamo e vendiamo su ebay con tranquillità perchè sappiamo che c'è una società (ebay appunto) che si fa garante della correttezza della transazione e che, in casi ben definiti, provvede a rimborsare completamente la parte lesa. Allo stesso modo nessuno, ormai, si fida più di quei venditori che, a prescindere dalle imposizioni di ebay, richiedono pagamenti con metodi insicuri (leggasi: ricarica postepay).
La fiducia che tutti siamo pronti a concedere all'atto della vendita o dell'acquisto, deriva, quindi, da una garanzia concessa a priori. Ciò non esclude, tuttavia, che, prima ancora di fidarci dell'individuo con cui si sta portando avanti la transazione, si debba riporre fiducia nella stessa ebay inc.
In realtà il mio era un discorso più elementare e ancora lontano dal ben più “evoluto” concetto di fiducia.
Quello che voglio dire è semplicemente che il web sociale, ora come ora, dà accesso ad un numero ridotto di elementi di garanzia. Poi, e credo che questo sia ovvio, la concessione o meno della propria fiducia resta all'interno di una sfera del tutto soggettiva e non generalizzabile.
Esempio sottile ma, a mio parere, particolarmente efficace è proprio il meccanismo su cui si basa il elebre ebay: tutti compriamo e vendiamo su ebay con tranquillità perchè sappiamo che c'è una società (ebay appunto) che si fa garante della correttezza della transazione e che, in casi ben definiti, provvede a rimborsare completamente la parte lesa. Allo stesso modo nessuno, ormai, si fida più di quei venditori che, a prescindere dalle imposizioni di ebay, richiedono pagamenti con metodi insicuri (leggasi: ricarica postepay).
La fiducia che tutti siamo pronti a concedere all'atto della vendita o dell'acquisto, deriva, quindi, da una garanzia concessa a priori. Ciò non esclude, tuttavia, che, prima ancora di fidarci dell'individuo con cui si sta portando avanti la transazione, si debba riporre fiducia nella stessa ebay inc.