Il gigante, il nano e il politico.
E
proprio sotto i nostri occhi, guardando il paesaggio che ci circonda, non ci accorgiamo che qualche cosa sta cambiando. Sta mutando. Sta variando. Ed anche se non fosse, cambiano i modi di vestire, di guardare, di relazionarci. Non si dice più “Ciao” si guarda dritto. Ognuno di noi è impegnato ed occupato , ma al tempo stesso è disinteressato a ciò che muta. Sembra tutto restare come immobile. Non è così.
Guardandoci intorno, possiamo osservare che la vita va avanti. Ma cosa ci viene celato ai nostri occhi?
Molti si lamentano che la mente degli adolescenti di oggi si è ridotta e riassunta in quei pochi secondi di vita che svaniscono nel nulla. Quei pochi secondi erano eterni momenti di amore, gioia, felicità, fratellanza, sentimento, tristezza, odio, paura e rabbia. Come fantocci inanimati da qualche essenza oscura e cubica, gli adolescenti criticati dai mass media, crescono in fretta in un mondo pieno di pubblicità e da fantasmini dalla voce roca che sussurrano cosa fare e cosa non fare. Semplicità, facilità, comodità. «No, non alzarti per spegnere il televisore! usa il telecomando! ma è sul tavolo: troppo lontano».
MassMedia. Quella che a noi può sembrare la notizia dell’ultimo minuto, in realtà viene controllata, rielaborata, letta, riletta e successivamente censurata. Un tempo i Mass Media erano famosi per diffondere idee di libertà. Ricordiamo Charles De Gaulle che tramite la radio incitò la ribellione all’oppressione tedesca. Ricordiamo Plinio il vecchio , Aristotele , Thomas Browne , John Harris , Ephraim Chambers , ma anche Voltaire , D’Alembert , Rousseau , Quesnay , furono uomini che sfruttando il potere della stampa, diffusero la cultura ed il sapere nel mondo conosciuto. Ma a differenza di questi, Jimmy Wales, Larry Sanger , forse han raggiunto il reale scopo che si voleva ottenere sin dall’inizio dei secoli: la libertà di condividere il sapere in modo sincero, privo di censura e cerotti.
Nonostante ciò, i MassMedia continuano senza sosta. Come fossero giganti onnipotenti comandati da nani dalle braccia lunghe, i mass media han
raggiunto il pieno controllo della nostra vita. Il modello di vita americano suggerisce ad ogni singolo cittadino, cosa comperare e dove farlo: nel centro commerciale più vicino possibile. Altissimi scaffali dai mille ed un prodotti spiccano il volo verso il soffitto, dove la scatola che ci suona familiare attira la nostra attenzione, facendoci ricordare lo spot pubblicitario. Con una gesto, non troppo rude né indiscreto, aggiungiamo il nostro prodotto nel vagone a petrolio, diretto verso la libertà: la cassa! E se il nostro cubo, ormai divenuto un sottilissimo specchio, ci inculca che quel prodotto non si addice più alla nostra forma, lo gettiamo brutalmente, ma non con la stessa maniera con cui lo abbiamo dolcemente cullato dallo scaffale alla cassa. E tutto questo perché? Perché in America c’era ( ci sarà ancora? ) un motore da far muovere, dove ogni ingranaggio doveva comportarsi correttamente, e dove il gigante dalla voce penetrante viene governato dai nani. Ma questi nani controllavano indirettamente anche il governo americano.
Noi, ossuti Italiani, famosi per le nostre arti, la nostra cultura, il nostro sapere, veniamo ripuliti e sturati dal governo e dai mass media, come fossimo lavandini. Non va più di moda la cultura, il sapere, la gioia di vivere e di poter giudicare. Oggi dobbiamo stare attenti a ciò che la TV ci dice, ciò che il giornale ci comunica ma non a ciò che ci accade attorno. Tutti sanno di tutti, nessuno sa di se stesso. Prima accadde alla mucca pazza, poi alle torri gemelle, poi a Welby, poi all’influenza aviaria, poi fu la volta del Papa, successivamente quella di Facebook e della crisi, ma solo ora alla febbre suina: trascrizioni brutali di avvenimenti più o meno realmente importanti. Tutti impauriti, con la mascherina, tutti preoccupati per quell’omicidio/suicidio, tutti sconcertati da quelle intercettazioni telefoniche, ma stranamente di quest’ultimo evento non se ne parla più.
E proprio guardandomi le spalle, ho deciso di farmi crescere un pochino la barba, risultato? tutti mi han suggerito di radermi, tutti. Tranne chi realmente accettava Lorenzo con la barba. Tranne chi realmente non ascoltava l’idea dei MassMedia, ed aveva la cultura, l’arte, il sapere che ci sta venendo meno. Non è un’accusa, anche io non sopporto più di tanto questa fastidiosa barba, ma solo un’altra osservazione che mi ha schiarito meglio le idee di questa società chiusa.
2008. Sale al potere, sotto forma di presidente del consiglio, uno di quei giganti che si differenzia da tutti gli altri per alcune caratteristiche: è sia gigante,
che nano, che politico. Un mix di caratteristiche uniche, straordinariamente particolari, ma che al tempo stesso ridicolizzano ciò che era un tempo l’italia dei veri valori. Banale e scontato. Possedendo gran parte dei Mass Media è facile fare “politica”. Una campagna anche indiretta, subliminale, costituisce un punto di forza per chiunque. Sussurrare allo spettatore cosa deve fare, ridicolizzando la cultura, la conoscenza, il sapere, è qualche cosa di ingiustamente scorretto. Non per tutti però…
Strano… Conflitto di interessi? Non se ne parla più sui giornali! Razzismo? Non si dice più che la diversità arricchisce la nostra cultura ed il nostro sapere, anzi si incita il contrario, si mette sempre in oscura luce il diverso, perché il governo è cambiato, è mutato, si è plasmato in un modo contrario rispetto a prima. È facile far passare per giusto qualsiasi cosa, se si posseggono i giusti strumenti.
«Disapprovo quello che dite, ma difenderò fino alla morte il vostro diritto di dirlo» (cit.) ricordatevelo sempre!
Di sicuro questo è il mondo che non ci circonda personalmente, ma è quello che ci circonda quando siamo uniti, per difendere i nostri diritti e i nostri ideali di libertà, di democrazia e di Costituzione.
Fonte di ispirazione: larepubblica.it