Un tempo si parlava di privacy on-line, ma si discuteva sull’argomento come fosse una cosa molto remota, che ci toccava relativamente. Trovandomi a Parigi ho avuto modo di utilizzare Google Latitude sul mio smartphone: Scaricando Google Maps sul proprio dispositivo, e se munito di un sistema GPS, è possibilie condividere con i propri contatti GMail la posizione globale, oltre a potersi orientare più facilmente mediante Google Street View. Un approccio nuovo e completo per orientarsi meglio nello spazio quotidiano e non. Si, certo, come no, molto comodo. Ma la privacy?
Certo, almeno Google si contiene, e grazie alla mancanza di un reale servizio microBlog by Google, siamo sicuri che la nostra posizione sarà condivisa solo con i nostri contatti.
Il servizio più inquietante a mio parere è Fire Eagle, che a differenza di Google Latitude, è sviluppato da mamma Y e interagisce con Twetter, servizio microBlog per eccellenza. Cosa significa ciò? Che Fire Eagle pubblica la nostra posizione e il nostro tweet mettendolo direttamente sotto gli occhi di tutti. Strepitoso! Ma è realmente utile? Supponiamo uscissimo di casa e qualche persona usasse tale servizio per poter entrare nella nostra abitazione e rubare i nostri beni, a chi dare la colpa? Al social network sempre più esigente? Oppure agli stolti utenti del web 2.0 ?
Io sono del parere che ormai Internet sta entrando sempre di più nella nostra vita quotidiana, e a quanto pare le grandi multi nazionali, le società che ci inculcano gusti e preferenze, puntano molto sul network mobile e su ciò che circonda il social network. La moda attuale è il touchscreen munito di connessione ad internet e di accesso a Facebook oppure un netbook con software sempre più/meno opensource. E dove la collaborazione non da i suoi frutti, nascono i reali problemi. Ma come si dice: Prima o poi tutto ciò che pende si stacca.




Lascia un Commento